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Tecnologia 5G

LA Velocità del 5G

Le velocità del 5G dovrebbe raggiungere valori di picco di ben 20 Gbps. Nell’uso pratico reale le stime però sono molto più basse, ed intorno a 1,4 Gbps. Giusto per mettere le cose in prospettiva, il picco delle reti 4G LTE è di circa 4000 Mbps (LTE Cat. 15), sebbene nella pratica siamo più vicini ai 100 Mbps.

Il 5G utilizza onde radio ad (estremamente) alte frequenze, fino a 300 GHz. Le reti attuali sono invece comprese entro i 5 GHz, per fare un parallelo. Sono queste alte frequenze il motivo dell’aumento di velocità, ma al contempo rendono la propagazione del segnale più difficile, perché maggiormente sensibili agli ostacoli fisici. Detta altrimenti, se la potenza del segnale 5G si riduce della metà, le ripercussioni sulla velocità di navigazione sono in proporzione molto più sensibili che non in LTE. Ovvero, se con metà barre in LTE avete una riduzione di velocità di 20 volte, in 5G la riduzione sarà di 200 volte. (Di nuovo: stiamo semplificando.)

Ciò significa che per una copertura capillare ci vorranno molti più ripetitori, ma non è detto che “servano”. Con velocità di picco così elevate infatti, anche in presenza di un segnale più debole, l’utente potrebbe non accorgersi della differenza.

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Il 5G è pericoloso per la salute?

Con l’avvento di una nuova tecnologia di radiocomunicazione si sollevano immancabili le preoccupazioni sui pericoli per la salute causati dall’elettrosmog. I limiti al riguardo nel nostro paese sono i più severi d’Europa. Questa è da una parte una tutela per la salute, ed un ostacolo allo sviluppo del 5G. Con i limiti attuali infatti, il 62% delle stazioni radio base in Italia non possono essere usate per propagare il segnale 5G. Ci vorranno quindi da una parte investimenti importanti e dall’altra monitoraggio costante affinché il tutto sia realizzato nel rispetto delle regole.

Le frequenze utilizzate in Italia sono tra l’altro relativamente basse e ben lontane dai limiti cui può arrivare il 5G. Di per sé non si può quindi dire che ci sia un rischio per la salute, ma l’implementazione che ne verrà fatta sarà il nodo sul quale concentrare l’attenzione. Torneremo senz’altro sull’argomento, nel momento in cui l’infrastruttura si svilupperà maggiormente nel nostro paese. Per adesso siamo davvero appena agli albori, e parlare di pericoli reali è ancora prematuro.

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fonte: https://www.mobileworld.it/

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